Dialectical Behavior Therapy (DBT): Cos’è e come funziona

La Dialectical Behavior Therapy (DBT) è un approccio terapeutico evidence-based sviluppato da Marsha M. Linehan negli anni ’80 per il trattamento del disturbo borderline di personalità (BPD). Da allora, il suo utilizzo si è esteso a una vasta gamma di condizioni, tra cui depressione, disturbi alimentari, abuso di sostanze e comportamenti autolesionistici. DBT combina tecniche della terapia cognitivo-comportamentale (CBT) con elementi di consapevolezza (mindfulness) e un approccio dialettico, che cerca di bilanciare accettazione e cambiamento.


Le basi teoriche della DBT

La DBT si basa su tre pilastri principali:

  1. La teoria biosociale del disturbo borderline
    Linehan ha proposto che il BPD derivi da un’interazione tra una vulnerabilità emotiva biologica e un ambiente invalidante. Le persone con questa vulnerabilità tendono a sperimentare emozioni intense e difficili da regolare, mentre un ambiente invalidante può amplificare la disfunzione emozionale, portando a schemi comportamentali disadattivi.
  2. Il principio della dialettica
    Al centro della DBT c’è l’idea di dialettica, ovvero la capacità di accettare due realtà apparentemente opposte. Ad esempio, si lavora per accettare la persona così com’è mentre si incoraggia il cambiamento verso comportamenti più funzionali.
  3. Mindfulness e regolazione emotiva
    La DBT integra pratiche di mindfulness derivate dalla tradizione buddhista per aiutare i pazienti a sviluppare una maggiore consapevolezza e a vivere nel momento presente, riducendo così l’impulsività e l’autocritica.

Le quattro aree di competenza della DBT

La terapia si struttura attorno a quattro moduli che insegnano competenze fondamentali per migliorare la qualità della vita:

  1. Regolazione delle emozioni
    Insegna strategie per identificare, comprendere e gestire le emozioni intense, riducendo la vulnerabilità emotiva.
  2. Tolleranza della sofferenza
    Aiuta i pazienti a sviluppare capacità di affrontare situazioni stressanti senza ricorrere a comportamenti disadattivi come l’autolesionismo o l’abuso di sostanze.
  3. Mindfulness
    Promuove la capacità di essere pienamente presenti nel momento, migliorando la consapevolezza di sé e dell’ambiente.
  4. Efficacia interpersonale
    Offre strumenti per comunicare in modo assertivo, mantenere relazioni sane e risolvere conflitti in maniera costruttiva.

Struttura della terapia

La DBT è tipicamente organizzata in quattro componenti principali:

  1. Terapia individuale: Sessioni settimanali per lavorare su obiettivi specifici, spesso con un focus sulla riduzione dei comportamenti dannosi.
  2. Training di gruppo sulle competenze: Incontri di gruppo per apprendere e praticare le abilità nei quattro moduli principali.
  3. Coaching telefonico: Brevi chiamate per supportare i pazienti nell’applicazione delle abilità apprese in situazioni reali.
  4. Consultazione per i terapeuti: Un team di supporto per garantire che i terapeuti rimangano efficaci e motivati nel loro lavoro.

Evidenze scientifiche

Numerosi studi hanno confermato l’efficacia della DBT. Una meta-analisi pubblicata su Clinical Psychology Review (2021) ha evidenziato che la DBT riduce significativamente i comportamenti suicidari e autolesionistici, migliorando al contempo la regolazione emotiva. Inoltre, un altro studio condotto da Stoffers et al. (2019) e pubblicato su Cochrane Database ha sottolineato il ruolo cruciale della DBT nel trattamento del BPD, mostrando effetti positivi anche sulla qualità della vita e sulle relazioni interpersonali.


Conclusioni

La DBT rappresenta una svolta nella terapia per i disturbi complessi, offrendo un mix unico di accettazione e cambiamento. Grazie alla sua base scientifica solida e al focus sulle abilità pratiche, è diventata una risorsa indispensabile per pazienti e terapeuti.

Se ti interessa approfondire, cerca un terapeuta certificato in DBT o esplora libri fondamentali come Cognitive-Behavioral Treatment of Borderline Personality Disorder di Marsha Linehan.