Psicologo a Montebelluna per gestire rabbia e voglia di vendetta.
Qualcuno potrebbe averti fatto un torto e vorresti in qualche modo vendicarti e fargliela pagare. Potresti vergognarti per ciò che t’ha fatto e credere di aver perso la dignità e desiderare di infliggere una punizione nella speranza di riottenere il rispetto di te stesso. Tuttavia, la ricerca di vendetta può comportare violenza e inutili crudeltà. Dare voce al tuo desiderio di vendetta molto probabilmente non porterà sollievo ma anzi potrebbe causare maggiore sofferenza. Imparare a superare il tuo desiderio di vendetta può aiutarti ad andare avanti con la tua vita in modo sano e sereno.
Primo consiglio per superare il desiderio di vendetta: controlla le tue emozioni
Riconosci le tue emozioni di base
Le 4 emozioni di base + 1
Il sentimento di vendetta nasce dal sentirsi sminuito dal tuo aggressore e, successivamente, dal sentimento di vergogna di aver permesso che ciò accadesse. Tali sentimenti possono farti sentire arrabbiato, portandoti al desiderio di cercare vendetta.
Le emozioni si sentono fisicamente, quindi riconoscere i segni fisici di ogni emozione può aiutarti a metterle sotto controllo. Ad esempio, quando sei arrabbiato, la pressione sanguigna aumenta e il calore si irradia dalle tue spalle attraverso la parte posteriore della testa.
Le tue emozioni possono guidare il tuo processo decisionale creando una connessione più profonda ad ogni decisione. Quando ti senti arrabbiato, potresti prendere decisioni più avventate rispetto a quando sei sereno.
Scrivi i tuoi sentimenti.
Mettere i tuoi sentimenti in parole scritte può aiutarti a fare i conti con loro e chiarire i tuoi pensieri. Scrivere i tuoi sentimenti può aiutarti a ridurre l’intensità delle tue mozioni e a diminuire il tuo desiderio profondo di vendetta.
Se non ti piace scriverti su carta, prova a parlare con qualcuno delle tue emozioni. Trova un amico fidato o un familiare (o meglio ancora uno psicologo) e spiega loro esattamente cosa sta succedendo: come ti senti, chi è stato coinvolto, i motivi per cui desideri vendetta, come pensi che la vendetta ti faccia sentire, ecc…
Medita.
Vai in una stanza tranquilla, siediti sul pavimento, chiudi gli occhi e concentrati a fare respiri lenti e profondi. Mentre mediti, prova a svuotare la mente dai pensieri negativi concentrandoti su cose positive nella tua vita.
La mediazione è stata scientificamente dimostrata efficace per ridurre lo stress e può essere un ottimo meccanismo di fronteggiamento per i tuoi desideri di vendetta. Può rallentare la foga dei tuoi pensieri e aiutarti a sentirti calmo e centrato.
Ripeti alcune auto affermazioni.
Le tue emozioni potrebbero diventare travolgenti e difficili da gestire. In momenti come questi, prova a ripetere affermazioni positive a te stesso per ricordarti che anche se non hai il controllo della situazione, hai comunque il controllo del tuo comportamento. Questi sono alcuni esempi che potresti provare a ripetere a te stesso:
-“La situazione potrebbero peggiorare se reagisco male”.
-“Posso farcela.”
-“Questa sensazione è solo temporanea.”
Trovare delle alternative alla vendetta
Tira fuori la tua rabbia in modo costruttivo.
La rabbia e l’odio spesso accompagnano il desiderio di vendetta. Prova a trovare uno sbocco sano per queste emozioni negative. Prova a fare un’attività che ti porti gioia o ascoltare musica che corrisponda ai tuoi sentimenti. Potresti anche provare a cucinare o scrivere una poesia.
L’esercizio fisico è uno sfogo meraviglioso per le emozioni negative. L’esercizio rilascia ormoni che aumentano il tuo tono dell’umore e rilasciano lo stress associato al controllo del tuo desiderio di vendetta
Intraprendi azioni che ti migliorano.
Invece di abbassarti al livello del tuo avversario, prendi la strada maestra e fai qualcosa che ti rende una persona migliore e più esperta. Ad esempio, se il tuo nemico ti ha deriso per aver fatto male a un esame, invece di cercare vendetta, studia in modo più attento per il prossimo esame in modo da ottenere un voto migliore. Se segui la strada più proficua ti sentirai più realizzato e fermerai le azioni del tuo avversario.
Annota come vorresti vendicarti e poi strappa il foglio.
Pensa a tutti i modi possibili, da lievi a estremi, per vendicarti del tuo nemico. Potresti ignorare completamente qualcuno, bloccarlo sui social network, pubblicare i suoi testi meschini in modo anonimo, metterlo pubblicamente in imbarazzo, ecc … Rifletti su ogni opzione di vendetta e predici come ti sentirai dopo. Quando hai pensato a cosa potresti fare, strappa il pezzo di carta e cerca di percepire lo stato di rilassamento conseguente.
Cerca il conforto dei tuoi amici e della tua famiglia.
Noi come esseri umani siamo esseri sociali e abbiamo bisogno di interazione e supporto da parte degli altri. Quando stai attraversando un momento particolarmente difficile, per superare il tuo desiderio di vendetta, cerca la compagnia degli altri. Non devi per forza parlare dei tuoi sentimenti o desideri. Esci per un caffè o un film e cerca di coinvolgere i tuoi amici. Questo ti aiuterà a distogliere la mente dai tuoi desideri e ti farà sentire felice, invece che stressato o arrabbiato.
Lascia passare il tempo
Col tempo, elaborerai le tue emozioni e il desiderio di vendetta diventerà meno intenso. Con il passare del tempo, perderai interesse nel cercare vendetta e ti concentrerai su ciò che è importante per te.
Col passare del tempo, le tensioni saranno messe in prospettiva diversa. Sarai in grado di vedere più chiaramente ciò che è importante nella tua vita e se vale la pena vendicarsi, se vale lo sforzo e avrai più chiare le possibili conseguenze.
Perdonando il tuo avversario
Parla con la persona.
Se è possibile, apri un dialogo con il tuo aggressore per cercare di imparare il suo punto di vista. Fagli domande del tipo: “C’è qualcosa di specifico che ti ha offeso?” O “Cosa posso fare per sistemare le cose tra di noi?” Non essere condiscendente o polemico, ma cerca di essere comprensivo ed empatico.
Potrebbe essere difficile affrontare il tuo avversario, quindi potresti provare a mandargli un messaggio o inviare una e-mail. Tuttavia, le parole scritte possono avere un tono diverso dal tuo vero intento e possono essere prese nel modo sbagliato e fraintese.
Sii compassionevole.
Mostra compassione verso il tuo avversario direttamente e indirettamente. Potrebbe attraversare un momento difficile della sua vita o mancare delle abilità per affrontare certe situazioni in modo appropriato. Riconosci che il tuo avversario è umano e ha sentimenti.
Cerca di aprire il tuo cuore al tuo nemico e mettiti nei suoi panni per avere un’idea di come potrebbe sentirsi.
Riconosci che non hai il controllo del tuo avversario.
Quando scegli di perdonare qualcuno, riconosci che ciò non significa che il tuo avversario ti perdoni. Non hai alcun controllo sulle azioni e sentimenti del tuo avversario. Tuttavia, questo non deve vincolare la tua decisione di perdonare.
Abbandona il bisogno di controllo e confido che le cose funzioneranno.
Comprendi che il perdono spetta a te.
Il perdono e la riconciliazione sono molto diversi perché la riconciliazione richiede che entrambe le parti lavorino insieme, mentre il perdono richiede solo te stesso. Perdonare qualcuno non vuol dire che non è successo nulla, significa semplicemente accettare ciò che è successo e del fatto che sei disposto a proseguire.
“Perdonare e dimenticare” potrebbe non essere la migliore strategia. È bene ricordare ciò che il tuo avversario ti ha fatto in modo che tu possa imparare dall’esperienza e riconoscerlo se succedesse di nuovo.
Se ci è stato fatto un torto è normale che ci viene voglia di vendicarci, che proviamo sentimenti negativi come odio e rabbia nei confronti di chi ci ha offeso. Questo nostro comportamento però nuoce soprattutto a noi stessi. E’ molto importante capire questo.
Brava, questo è il senso. Valutate gli effetti a lungo termine della nostra rabbia.
Non mi aiuta questa cosa anzi mi fa ribollire di più.
Io non riesco a perdonare e il risentimento che ho, la rabbia, l’odio e il desiderio di vendetta mi stanno distruggendo la vita.
Anche se mi impegno a pensar ad altro, i miei pensieri ricadono in continuazione su fatti che mi hanno ferito.
Prima di questi fatti non avevo mai provato l’odio e quindi ora mi sento spiazzato e non so come affrontare questo tormento interiore che mi affligge con regolarità.
Tutto molto simpatico, ma non viene spiegato come agire quando la persona di cui ci si vuole vendicare è proprio lo psicologo che ha rovinato il proprio famigliare, spingendolo al suicidio.
Mi spiace moltissimo sia potuto succedere qualcosa del genere, mi contatti pure senza impegno.
Sto provando a seguire i suoi consigli e adesso ho smaltito molta rabbia.
È difficilissimo accettare che il proprio marito metta te ( anche se hai problemi di salute)al secondo posto rispetto al lavoro. Esistono modi per stare vicino ad una persona ( per es.lo smartworking) ma evidentemente preferisce altro. Cmq mi rimetterò in piedi e valuterò meglio questa situazione. Grazie
E quando è un tuo superiore ad umiliarti pesantemente?? Che si fa?? Io soffro pure di ansia e sono due mesi che sto a casa dal lavoro dopo il fatto…ho tutte le ragioni e non capisco il suo comportamento…penso lo abbia fatto apposta per farmi del.male…purtroppo io sono molto emotiva e non sono riuscita a risponderle…E non so veramente se tornare al lavoro o no…ho paura…
Stare sulla bocca di tutti per una persona che ti ha parlato alle spalle, divulgando fatti personali accaduti in passato non è una bella cosa.
Io penso che la vendetta è una cosa doverosa necessaria e non scade mai
Salve, nel mio caso abbastanza delicato, perché oltre che avere un passato burrascoso, ho avuto spesso come il bisogno di legarmi a persone con situazioni simili alla mia. Ma ciò mi ha fatto solo male. Credevo di aver trovato l’amore vero. Con questo ragazzo siamo stati insieme per ben 9 anni. Purtroppo sono consapevole del fatto che nonostante io gli abbia dato tutto quello che una persona può dare ad un altra, lui non ha corrisposto i miei sentimenti in maniera leale. Mi manipolava,è riuscito sempre a convincermi di essere io nel torto,mi ha fatto sentire quella “sbagliata” per tanto tempo. È riuscito a rendermi sempre più apatica verso tutto e tutti,si è portato via la mia dignità e mi ha fatto odiare dalla sua famiglia raccontando cose non veritiere nei miei confronti. Stando con una persona del genere,io che avevo già di mio una mente fragile,si rischia di impazzire. Mi ha psicologicamente devastato, e mi chiedo come si possa arrivare a fare tutto questo male a una persona che invece ti ha fatto solo bene. Io ho lavorato molto su di me per controllare gli attacchi di rabbia,che purtroppo molte volte sono sfociati in episodi di violenza verso me stessa e verso il mondo intero, oggetti, qualunque cosa mi capitasse fra le mani, perché anche in situazioni estreme non riesco a far del male agli altri. Credo di essere stata traumatizzata in età infantile a causa del rapporto che avevo con mio padre, e questa faccenda si è proiettata più volte nella mia vita da adulta. Non riesco a non arrabbiarmi, a volte i pianti sono così forti che vomito,riuscire a perdonare amici, familiari, datori di lavoro, e fidanzati con menti contorte non è per niente semplice. Non credo possano bastare un paio di sedute dallo psicologo. Ma nonostante tutto sono ancora qui che riesco a provare delle emozioni positive, sarà un lavoro lungo su me stessa perché certe macchie non si cancellano. L’unica cosa che fin ora mi ha dato sollievo è stato isolarmi. Non in modo negativo,passo molto tempo con gli animali che sono la mia passione,cerco di impegnarmi nel lavoro e coltivo quelle poche amicizie sincere che credo mi siano rimaste nella vita. Il dolore non se ne andrà mai, ci convivo. Accettarlo è la cosa più difficile. Spero un giorno di riuscirci, e di trovare un bravo dottore che sia capace di seguirmi. Scusate per lo sfogo, grazie a chiunque leggerà.
Ciao Laura, io posso raccontarti la mia esperienza molto simile alla tua.
Ringrazio L’universo di avermi fatta vivere questa esperienza con questa persona manipolatrice che mi sono accorta ( cosa che prima non vedevo) di soffrire IO di dipendenza affettiva per grosse lacune che porto dentro data dalla mancanza totale di autostima distrutta da mia madre Biologica.
Per tanti anni ho nutrito rabbia verso di lei perchè mi chiedevo come un genitore possa essere cosi assente emozionalmente per un figlio e quando invece è presente lo è per denigrarlo offenderlo e sminuirlo. Ho nutrito tanta rabbia per tanti anni sino a quando ho sviluppato compassione per lei mettendomi nei suoi panni e chiedendomi dove avesse imparato a fare la mamma in quel modo, risposta stata: da sua mamma per tanto lei ha messo in pratica un modello comportamentale che a sua volta ha vissuto/subito.
Provo compassione per lei perchè alla sua/nostra età non aveva a disposizione tutti i mezzi che abbiamo oggi ( internet, psicologi etc) per riconoscere quanto anche lei fosse una bambina sofferente che in età adulta/anziana è diventata rabbia, rancore, rigidità verso tutto e tutti, ma oggi……. quello che fatico a perdonare OGGI è che se abbiamo la voglia e l’intelligenza di riconoscere un nostro disagio avremmo tutti i mezzi a disposizione per farci aiutare .
Arrivo al dunque. Io ringrazio l’universo della esperienza avuta con questa persona che ho amato alla follia ( ma da dipendente affettiva ) perchè solo grazie a questa esperienza ho consapevolizzato che soffro di dipendenza affettiva ( che io chiamo diabete, quindi ho scoperto avere il diabete ). Avendo il diabete so che ci sono alcuni cosa che posso mangiare ( relazioni ) e altre no, e che, anche prendendo insulina , alcune cose in quantitativo esagerato ( intendo sempre soggetti che chiedono troppa comprensione verso loro stessi senza darne a te ) comunque non posso mangiarne. Intendo dire che se OGGI una persona ha dei comportamenti tossici è perchè NON VEDE la sua “malattia” e se non la vede oggi con tutti gli strumenti che abbiamo non la vedrà mai. Cerca di sviluppare compassione verso queste persone che ” sono malate ma non lo vedono” ma allo stesso tempo prendi consapevolezza anche TU del tuo problema e lavora su te stessa dosando quello che puoi e quello che non puoi. Io tengo oggi bene a mente per tenere a bada il mio Diabete ( metaforicamente parlando) che in una relazione ci DEVE sempre essere RECIPROCITA’ , solo questo porta equilibrio . La dove non trovo Reciprocità ( condivisione , educazione , rispetto, empatia ) sò che non fa per me . BISOGNA anche imparare a conoscerci e conoscere ciò che a noi fa bene o no, non siamo tutti uguali .
Ti abbraccio
Io ogni volta che vado male alle interrogazioni mi viene voglia di piangere e di farmi del male , il problema
È che non so più come fermare questa cosa , la mia paura è che diventi ingestibile
Vorrei essere più felice ma non so come perché quello che sta accadendo fa credere il contrario, mi può aiutare
Ciao Andrea. La frustrazioni che si prova in un insuccesso scolastico può portare a rabbia e in certi casi a fenomeni autolesivi. Questo tipo di problema è sicuramente gestibile imparando a regolare la reazione emotiva.
Se il problema ti sta logorando ti consiglio di contattare un professionista della tua zona. O se vuoi che ti segua contattami pure privatamente.
Un saluto
Giovanni Zanusso
non sono per il perdono , la vendetta ha una tradizione storica antica e una catarsi emotiva. Dopo chi dice che ci si sente peggio o distrugge la vita? ma deve essere una vendetta sottile , crudele nella sua eleganza , niente sangue bensì denaro ,affetti ,,,, E un progetto non un ossessione che va studiato e messo in pratica
Salve Graziano, quello che tu scrivi e una cosa saggia ma per una vendetta costruita sul denaro e affetti, bisogna avere tempo e denaro a disposizione.
Non tutti possiamo permerteci questo privilegio
sono pienamente d’accordo con tè la vendetta va servita senza fretta, devi colpire chi ti ha fatto del male nel momento che si sente al sicuro da tutto non serve violenza, ma logorare, portare questa persona a credere che ogni momento e quello giusto, io non giudico, non do ragione a nessuno,ma se ritieni il caso che devi fare una vendetta……..falla e basta….. io ho fatto vendetta per ben due anni a delle persone che mi hanno rovinato, senza fretta con calma…..ho colpito i loro beni e cose…cosi senza fretta….adesso sto bene e in pace con me stesso……certe cose non hanno prezzo
sono pienamente d’accordo con tè la vendetta va servita senza fretta, devi colpire chi ti ha fatto del male nel momento che si sente al sicuro da tutto non serve violenza, ma logorare, portare questa persona a credere che ogni momento e quello giusto, io non giudico, non do ragione a nessuno,ma se ritieni il caso che devi fare una vendetta……..falla e basta….. io ho fatto vendetta per ben due anni a delle persone che mi hanno rovinato, senza fretta con calma…..ho colpito i loro beni e cose…cosi senza fretta….adesso sto bene e in pace con me stesso……certe cose non hanno prezzo. tutto il resto…solo parole ,parole,parole
Vivo nella rabbia e mi attanaglia il pensiero di essere stata truffata dalla mia famiglia,mi ritrovo con una casa pignorata per colpa loro ,non sono punibili dalla legge perché hanno fatto le cose per bene e io pago le conseguenze in denaro in rabbia e mal di stomaco.. ho cercato un confronto più volte ma negano l’ evidenza e quindi sto cercando una via d uscita .. pagherò il debito di chi ha costruito casa.ma tutto ciò è un ingiustizia che non riesco a mettermi pace …vorrei rissorridere ma non è facile
Storia finita da un anno, sono ancora succube del desiderio di fargliela pagare. Ogni santa mattina. Appena sveglio. Come primo pensiero.
Sta cosa è invalidante. E’ come una specie di parassita mentale/emotivo di cui non riesco, dopo un anno, a liberarmi.
Sono riusicito a razionalizzare, a guardare il bicchiere mezzo pieno, a cogliere i lati positivi, a mettermi nei suoi panni, a empatizzare, a distaccarmi, ma…
ma al mio inconscio sembra non freghi un ca**o e appena esco dalla fase onirica raccolgo tutto il suo odio e la sua necessità urlante di avere giustizia, perché non tollerà che alcuni esseri la facciano sempre franca e non paghino mai… Rispondo al mio inconscio che non si può pagare quello che non si ha, né pretendere che qualcuno ti dia quello che non possiede, o che abbia coscienza di qualcosa che non gli appartiene.
Molto bravo a parole, ma ogni mattina, da un anno, al risveglio sento quel bruciore allo stomaco che non sente ragioni, neppure le migliori.
Che fare? Come si guarisce? Come liberarmi di sto parassita, di questa malattia?
Vorrei solo liberarmi di questa ossessione latente e presente, in fondo non mi frega niente di averla vinta, vorrei solo sentire (non capire, sentire) che non c’è nulla da vincere. Help
Grazie Yage per il tuo contributo,
capisco quanto possa essere pesante convivere con un pensiero così intrusivo e invalidante, soprattutto quando razionalmente hai già fatto passi avanti e capito molte cose. La mente, però, spesso si muove su piani diversi: la parte razionale può accettare, ma la tua mente emotiva (l’inconscio) ha i suoi tempi e meccanismi.
Ricorda: il fatto che tu voglia liberarti di questa ossessione è già un grande passo. Questo “parassita” è un meccanismo della tua mente che cerca di proteggerti, anche se in modo disfunzionale. Con pazienza e il giusto supporto, puoi riprendere il controllo e lasciarti tutto questo alle spalle.
Un caro saluto Giovanni
Ciao, anch’io mi trovo nella stessa situazione, solo che io volevo perdonare tutto il male che il mio ex marito (la persona che mi doveva amare) mi aveva fatto in passato.
Lui mi aveva chiesto in “modo crudele” la separazione, io avevo valutato la situazione razionalmente ed ero certa che separarsi effettivamente era l’unica via di uscita. Questo pero, a lui ha fatto molta rabbia (non so cosa si aspettassi), cosi ha iniziato a manipolarmi e ferirmi in un modo che io non gli riconoscevo, portandomi ancora più dolore e confusione. Dentro mi distruggevo, ma fuori non ho fatto trapelare nulla, ho cambiato n. di telefono, ho chiuso tutti i social, non l’ho mai seguito tramite i social (me lo sono imposta); questo mi ha aiutato a non alimentare altro dolore. Invece ho visto in lui (anche se cercava di mascheralo), la tristezza profonda, la rabbia che lo consumava, anche il fisico trasformato (imbrutito, ingobbito ed invecchiato); questo lo porta ad essere sempre più vile e cattivo e a continuare a volermela far pagare.
E’ questo che non riesco a perdonare, ma non cedo alle provocazioni, perché so che, mentre intenta distruggermi, si distrugge lui sempre di più.
Io sto male, ansi malissimo, sto cercando la strada del perdono, prima verso di me, per aver permesso che questo tipo mi facesse del male per tanti anni e poi verso di lui, per permettermi di liberarmi definitivamente della sua presenza, e di vederlo un giorno come un passante per la strada al quale non degni solo che uno sguardo.
Nel frattempo, provo a curare me con l’aiuto di uno psicoterapeuta.
Devo pero ammettere che anch’io ho fatto la mia parte nella danza della morte, e ora so che avevo molte ferite che mi portavo fin dall’infanzia e per questo mi ero fatta travolgere da un mio simile. Con la differenza che io tengo a vada l’impulso della vendetta (che farebbe piacere a lui e male a me).
Mio caro Yage, dami retta, la vendetta è ammettere la sconfitta!!!
Infatti, anche se mi fa tanto male, io nella vendetta che lui attua nei miei confronti, VEDO LA SUA SCONFITTA!!
Forza… il dolore passerà a me e anche a te.